Italian Extravaganza

image002Nascono nel 1984 da un’idea di Pietro Sinigaglia e Nicola Toscano.

Il gruppo è formato da Marta Sausa, Gianni Parodi, Gianluca Cavallini, NicolaToscano, Pietro Sinigaglia e nella fase iniziale con la presenza di Federico Giangrandi.

Iniziano a suonare nello scantinato della Chiesa Battista in via Milano orientandosi verso un post-punk e new wave  contaminato da sonorità mediterranee e jazzistiche.

“Ci piacevano” racconta Pietro Sinigaglia “le sonorità dei nuovi gruppi inglesi del momento, (Style Council, Everything but the girl , Working Week…) che si staccavano dalle rigidità del rock per accedere a quei timbri caraibici, brasiliani, funky e pop in cui era facile individuare una forte enfasi del ritmo e delle componenti percussive”.

L’attività del gruppo procede pur con diversi cambi di organico fino al 1987, quando il produttore Giorgio Mangora porta alle stampe il primo album, un 33 giri dal titolo ‘Carta’ che vede la partecipazione di un giovanissimo Guido Carli alla batteria, di Avanzini al sax e di Gloria Clemente al pianoforte e voce.

Il disco viene recensito da diverse riviste musicali italiane ed estere. ‘Cinque ragazzi e due ragazze con le idee chiare, che hanno creato un lavoro pressoché unico nel
panorama italiano degli ultimi anni. Carta è un album magnifico, che media la forza d’impatto viscerale del rock con certe strutture e sottigliezze tipiche
del jazz.’ Il Mucchio’ n. 122 1988.

Nel frattempo ’Italian Extravaganza’ diventa un ensemble nomade ed instancabile con esibizioni live in giro per locali anche fuori provincia come Genova, Parma, Viareggio e diverse location in Toscana.

Nel 1994 parallelamente al progetto Italian Extravaganza, viene registrato il CD ‘Strani Itineranti’ una produzione per la raccolta di fondi in favore dell’associazione Amnesty International.

Nel 1994 nel gruppo avviene un nuovo cambio di formazione. Mauro Balestri subentra alla batteria, Luca Raimondi alla chitarra e Gianfranco Antuono al basso. La band con questo inedito assetto incide l’anno successivo il secondo disco ‘L’età del ferro’ per la T.H. Maclindsey (distribuzione Sony music) registrato interamente negli studi romani.

Un album essenzialmente rock dove chitarra, basso e batteria imperano il suono con grinta. Le ritmiche sono ben bilanciate e sintetizzano speculari accostamenti al rap, grunge e r&b. Canzoni di straordinaria forza per un lavoro che invocava un recupero dell’ottimismo, contro i tempi cupi e minacciosi che viveva l’Italia di quegli anni. Italian Extravaganza ufficialmente si scioglie nel 1999 vantando nella sua storia un curriculum di tutto rispetto fatto di concerti a Milano, Rimini, Siena, Napoli, Verona .. ed in molte altre città della penisola.

 

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